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#ElPuentePerCarlo

CARLO IANNUZZI - EL PUENTE PER CARLO

Carlo è un giovane ingegnere calabrese laureatosi nel 2011 in Ingegneria informatica presso l’Università della Calabria. Dopo aver lavorato per circa 3 anni a Bologna in qualità di analista programmatore, il 4 Marzo 2015 lascia l’Italia per trasferirsi in Argentina animato dall'idea di voler arricchire il proprio bagaglio di esperienze, umane e professionali, lasciando la promessa di tornare presto nella sua amata Roccella.

Dopo un primo periodo di adattamento, dapprima ospite a casa di amici, si adopera nella ricerca di un lavoro e di un alloggio. Perfeziona la sua conoscenza della lingua e del luogo e dopo i tanti curricula inviati e colloqui sostenuti, nel mese di settembre 2015 viene finalmente assunto, con contratto a tempo pieno indeterminato, come Analista Programmatore presso una delle più grosse società editoriali argentine. Trova un alloggio e si trasferisce nel quartiere popolare di Almagro, poco frequentato dai turisti dove vive da “argentino” tra gli argentini. Tutto procede per il meglio, Carlo è un giovane italiano perfettamente inserito nel tessuto sociale e produttivo di Buenos Aires. Nella notte tra il 26 e 27 Novembre 2015, scoperto per caso da un passante, Carlo viene trovato per strada riverso in terra con una gravissima ferita alla testa dalla quale esce copiosamente sangue. Condotto d’urgenza in Codice Rosso al più vicino Ospedale, gli viene riscontrato un ematoma subdurale acuto della parte destra con deviazione sulla linea mediana ed è immediatamente sottoposto ad un intervento che gli ha salvato la vita: una craniotomia decompressiva della parte fronte-temporale-parietale destra per la fuoriuscita dell’ematoma subdurale, ovvero è rimossa una parte di cranio per consentire la fuoriuscita del sangue che stava comprimendo il tessuto cerebrale. Considerata l’insufficienza delle attrezzature medico-sanitarie dell’ospedale in cui ha subito l'intervento, viene trasferimento d’urgenza all’Hospital Italiano de Buenos Aires, maggiormente attrezzato ad affrontare la situazione di Carlo ma, essendo privata, dai costi particolarmente esosi – 400 euro al giorno solamente per il posto letto. Nel frattempo viene raggiunto dai familiari perché, considerate le sue gravissime condizioni, Carlo è assolutamente impossibilitato a qualsiasi spostamento. Per 20 giorni rimane in terapia intensiva finché il 7

gennaio 2016 viene trasferito nel centro di Nuestra Segnora De Lujan dove ha cominciato la riabilitazione senso-motoria e neurologica. Il 2 febbraio 2016 è stato sottoposto ad un intervento di ricostruzione della scatola cranica, eseguito di nuovo nell'Hospital Italiano di Buenos Aires. Data la gravità del trauma i segnali di ripresa che dimostra sono importantissimi, ma la piena riabilitazione del complesso delle sue facoltà psicofisiche rimane un processo lento e non senza difficoltà.

Carlo è rientrato in Italia il 20 Febbraio. Attualmente si trova a Roma ricoverato in una clinica della capitale dove seguirà il lungo e faticoso percorso riabilitativo finalizzato al pieno recupero delle capacità senso-motorie e cognitive. È di qualche giorno fa la notizia che è stato trovato un video, registrato da una telecamera di sicurezza, in cui si vede l’esatto svolgersi dei fatti: Carlo è stato assalito da dietro con un forte pugno alla testa, picchiato fino a quando Carlo resta incosciente in mezzo alla strada per rubargli lo zaino e quel poco di cui era in possesso. Viene confermato quindi quanto già ipotizzato fin da subito. Carlo è caduto in un agguato portato a termine con inaudita ferocia. #ElPuentePerCarlo

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